PIERO PELÙ | WARM UP TOUR

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Venuto al mondo alle sei e mezzo del mattino, in un gelido 10 febbraio 1962, Piero è Acquario ascendente Acquario: segno d'aria totale, intuizioni e idee a getto continuo. L'etimo del cognome Pelù è sconosciuto, questo gli consente d'ipotizzare origini sarde. Piero non ha mai consultato gli esperti di araldica: " Nella lingua degli Incas il mio cognome significa 'fiume'. Bella storia: mi piace sapere che sono un fiume". A otto anni ha investito parecchie paghette settimanali per comprare la sua prima chitarra: una Eco “Eldorado Folk”.

Ribelle in famiglia, nel suo periodo punk aveva adottato i nomi di battaglia Pierotten, anche in onore di Johnny Rotten, e Peter Punk. Suonava con i Mugnions e viveva il punk come una fede. Nel 1979 ha vissuto un mese a Parigi: giorno e notte al Beabourg assieme a punk, saltimbanchi e artisti di strada. Le arti di strada saranno protagoniste, nel 2000, del Circo Pelù nel primo tour da solista.

A sei anni ha ascoltato il quarantacinque giri "Vengo anch'io (no tu no)" di Enzo Jannacci e Fo, che Piero ritiene ancora oggi un capolavoro di teatralità e d'ironia. "L'ironia non è sempre evidente nelle mie canzoni, ma è sempre esistita. Affacciandomi all'universo musicale, alla fine degli Anni 70, ho cercato di unire il punk e le mie esperienze personali con l'ironia di Jannacci e di Edoardo Bennato. In Bennato, il faro di un certo periodo storico, la ribellione era diluita nell'ironia e nel sarcasmo; nel punk avveniva il contrario; nella mia vita, in quegli anni, c'era solo ribellione".

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